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VADEMECUM
DELL'INVITO A BALLARE
Le sale di latino sono luoghi
ideali per i cacciatori e le cacciatrici che scelgono il ballo come mezzo per
... rimorchiare. E come dice la canzone...Pedrito Calvo, ex leader vocalist del
gruppo cubano Los Van Van, aveva visto giusto quando cantava davanti ad un
pubblico di scatenate fans "aquì el que baila gaña" (tradotto: qui
chi balla prende, cioè conquista). Infatti la miglior formula per un uomo in
cerca di partner in una sala di latino è mostrare la propria bravura ballando.
Strano a dirsi ma la bravura nel ballo viene tradotta dalle donne come sinonimo
di sicurezza, successo, virilità. Il che rende l'uomo desiderabile, attraente
anche se, magari, meno bello o simpatico rispetto ad altri. Una formula
vincente dunque, a patto di rispettare alcune regole. Se è vero che il ballare
bene "acchiappa", poi però per proseguire (in qualsiasi senso)
richiede altro.
Atteggiamenti ( "consigliati" )da evitare
per lui:
1. ballare con una ragazza e parlare con un'altra
che è ferma a bordo pista, ammiccare con altre, guardare in giro o peggio,
fischiettare, senza degnarla di attenzione;
2. fermarsi in mezzo alla pista per
"insegnarle" una figura o, peggio, correggerla dicendo cosa dovrebbe
fare;
3. criticare il suo insegnante apertamente
consigliandola di venire dal proprio;
4. metterla in imbarazzo facendole fare cose che non
conosce;
5. alitarle in viso (specie dopo aver fumato da
poco);
6. rifilarle un paio di pestoni per noncuranza, o
per voler strafare;
7. abbandonare la pista a metà ballo con aria innervosita
perché lei non capisce cosa lui le vorrebbe far fare.
...consigli per lei...
Farsi invitare o partire all'attacco ? Entrambe le
strategie sono valide, dipende dai momenti e dai posti. E'evidente che se una
va a ballare desidera poterlo fare. Nulla di più frustrante che passare ore
sedute. Certo, a molte "secca" invitare. Essere invitate offre più
chances psicologiche di poter rifiutare (ed evita sofferenti "no" di
rifiuto che non sono mai piacevoli, anche se vanno presi per quello che sono,
senza starci a filare troppo sopra).
Da fare:
1. proporsi simpaticamente senza essere aggressive.
Un ottimo sistema è quello di invitare (non chiedere) prendendo l'uomo scelto
quasi per mano con un "Ciao balli con me ?". Difficile ricevere un
rifiuto. L'uomo si sente importante, specie se in gruppo con amici, quasi un
prescelto. E non si tira indietro per non fare brutta figura con gli altri.
2. attenzione ai maschi in coppia con una donna. Per
ballare con uno di loro mai puntare direttamente. Sempre chiedere gentilmente
alla "Lei" il permesso con "Scusa potrei fare un ballo con il
tuo compagno, è così bravo !". Quasi impossibile sentirsi dire di no. La
leva è psicologica sull'importanza che si dà alla "lei" e il senso di
vanità di lui.
3. "ballo con te perché ne ho voglia".
Dimostrare di apprezzare e condividere con tocchi personalizzati quello che
l'uomo propone è un ottimo inizio per un futuro dialogo;
4. un saluto a fine ballo del tipo "Grazie sei
stato gentile a voler ballare con me" crea un "ponte" temporale
verso nuovi inviti dalla stessa persona. Quasi una cartolina ricordo ...
Da evitare:
1. mostrarsi troppo brave. Gli uomini detestano le
"maestre". Li fanno sentire inferiori e senza controllo della
situazione. Una donna che balla troppo bene e si esibisce spesso, crea una
barriera attorno a sè. Le preferite sono quelle che non sono proprio principianti ma se la cavano. Meglio rimanere furbescamente misurate e dare
l'impressione di "saper fare solo qualcosetta ..."
2. all'opposto, mostrarsi ansiose chiedendo continuamente
approvazione del tipo " Così ?" - "Vado bene ?" -
"Sono sul 2 ?" -- "Ti seguo ?" -- "Come ballo ?";
3. attaccare a raccontare le proprie disavventure in
mezzo alla pista 4. stressare l'uomo con richieste tipo: "Dai fammi fare
qualche bella figura, sai quella là ... conosci quella ..." e poi magari
non riuscire ad eseguire quello che il partner ti fa fare;
5.
"No grazie" rifiutare per poi accettare
un invito subito dopo. E per rifiutare ? Non sempre siamo disponibili. Non
sempre ci piace chi ci invita. Non sempre è il momento giusto.
Se chiedere è lecito, anche rifiutare lo è. Senza
essere sgarbati, ovviamente. meglio evitare le balle tipo: "Non so
ballare" se non è vero, "Ballo solo portoricano" oppure "Ma
tu sai ballare ? ... E da chi vai a scuola ? ... Balli 1 o 2 ?" come fosse
un terzo grado, "No, sei troppo bravo/a per me !" (si sente che è
detto tanto per dire), "Ho appena acceso una sigaretta ..." o
"Grazie ma sono stanca/o". In realtà nessuno deve sentirsi obbligato
a fornire spiegazioni. No è no. Qualsiasi sia il motivo del rifiuto, no è
autoesplicativo. Non significa nulla di più di "no". Non serve
crearvi sopra filosofie psico-comportamentali. C'è sempre qualcun altro/a
disponibile.
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